Negli ultimi anni, in tutto il mondo è stata registrata una crescente domanda di prodotti CBD e di cannabis legale. Non è raro imbattersi in notizie che parlano sempre più spesso di queste soluzioni per i loro benefici sulla salute e i vantaggi che possono comportare se usate in maniera intelligente. 

In molti si chiedono: il CBD in Italia è legale? Nelle prossime righe, abbiamo deciso di realizzare una panoramica per capire se prodotti di questo tipo possono essere utilizzati nel nostro paese, a che fini e se è legale acquistare sia online che in uno store fisico. Scopriamo tutto nella guida che stai per leggere. 

Cos’è il CBD?

Prima di capire quale sia la legge sul CBD in Italia, è importante chiarire cos’è il CBD. Il CBD non è altro che una delle tante sostanze presenti nella pianta della cannabis, nota soprattutto per il suo uso ricreativo.  

Devi sapere, inoltre, che esistono due tipologie di piante di cannabis: la marijuana e le piante di canapa. La differenza tra i due esemplari si basa prettamente sulla presenza o meno di un alto livello di THC. Ad esempio, la pianta di marijuana presenta un’alta percentuale di THC, mentre la canapa industriale è praticamente priva di tracce di THC.

Pertanto, si può considerare la canapa industriale come un prodotto legale e utilizzato in tutto il mondo. Attualmente, ci sono circa 113 sostanze nelle piante di cannabis e il CBD viene ritenuto a tutti gli effetti uno dei più importanti in assoluto. 

Inoltre, in passato, gli stati trattavano la pianta e i suoi derivati alla stregua di piante con effetti narcotici, quindi con una accezione negativa. Ovviamente, tutto ciò non è vero ed ecco perché il CBD sta prendendo sempre più piede diventando la base per un numero sempre maggiore di prodotti. 

Consideriamo il CBD legale in Italia? 

Il CBD è legale in Italia? La risposta è sì, ma adesso capiamo come e perché. Il nostro paese consente di utilizzare l’olio di CBD e altri prodotti correlati e ciò ha fatto sì che un numero sempre maggiore di business di questo tipo si diffondessero su tutto il territorio. 

Tuttavia, sappiamo tutti quanto possa essere confusa, lenta e inutilmente complicata il sistema legislativo italiano. La regolamentazione sul CBD non ha caratteristiche differenti ed è cambiata rapidamente negli ultimi anni, considerando lo sviluppo piuttosto veloce di tutto il settore. 

In ogni caso, è importante che tu sappia che i prodotti CBD possono essere venduti liberamente nel nostro Paese tenendo conto della legge che vedremo meglio di seguito.

Per il momento, ti basta sapere che se l’olio di CBD deriva da una cannabis ad alto contenuto di THC, questo può essere venduto solamente in farmacia a fronte di una prescrizione medica. Invece, l’olio di CBD ottenuto dalla pianta di cannabis light è ritenuto a tutti gli effetti legale e può essere venduto senza bisogni di prescrizione medica.

Leggi riguardanti il CBD in Italia

In ogni caso, è bene sottolineare che il rapporto dell’Italia con la cannabis non è certo dei migliori. Devi sapere, infatti, che anche se la cannabis ricreativa e l’uso dei prodotti a base di CBD non è legale nel nostro paese, alcune forme di questa pianta lo sono. 

Ad esempio, c’è la cannabis terapeutica. A partire dagli anni ‘90, infatti, la cannabis era considerata a tutti gli effetti come una droga leggera. Quindi, chi era trovato in possesso di questi prodotti rischiava delle multe salate. A partire dal 2007, invece, il governo ha deciso di rendere legale almeno la cannabis terapeutica e ciò significa che prodotti di questo tipo possono essere utilizzati solamente in possesso di uno specifico permesso. 

Detto questo, è importante sottolineare come alcune procedure burocratiche piuttosto lunghe hanno giocato un ruolo davvero fondamentale nel rapporto tra cannabis e Italia. A partire dal 2014, il governo ha incaricato l’esercito italiano nella produzione di un ceppo specifico della cannabis terapeutica affinché il costo di questo prodotto per fini terapeutici si ridusse drasticamente. In ogni caso, nonostante questo intervento, il costo della cannabis per scopi terapeutici è ancora molto alto. 

Per quanto riguarda la canapa industriale, infine, il percorso è stato molto simile. Prima della seconda guerra mondiale, l’Italia era a tutti gli effetti uno dei paesi con maggiore produzione di canapa in tutta Europa. La situazione è drasticamente cambiata nel momento in cui c’è stato un vero e proprio divieto di continuare la coltivazione e la produzione di questa pianta. 

Tuttavia, nel momento in cui le restrizioni sono venute meno, i campi di canapa a basso contenuto di THC hanno iniziato a spuntare in tutto il territorio. L’Italia, quindi, ha stabilito che la cannabis light dovesse avere meno dello 0,2% di THC. Solo successivamente il nostro paese ha fissato un limite di tolleranza superiore che arrivasse a 0,6%. 

Tutto ciò ha prodotto una grande confusione, soprattutto nel business dei prodotti a base di CBD e di cannabis light. Infatti, non è ancora chiaro se i prodotti che abbiano un THC compreso tra 0,2% e 0,6% possano essere considerati legali oppure no. 

Conclusioni 

Il Cannabidiolo è legale in Europa: possiamo davvero considerare il CBD legale, Italia compresa? Il nostro paese distingue tra prodotti a base di cannabis tra marijuana e cannabis light. Nel primo caso, la marijuana non è legale per uso ricreativo e può essere ottenuta solamente a fronte di una prescrizione del proprio medico. Invece, nel secondo caso, l’olio di CBD estratto dalla canapa oppure dalla cannabis light è ancora legale in Italia purché abbia una presenza di THC inferiore allo 0,2%.

Quando verrà legalizzato il THC in Italia? 

La legalizzazione di una percentuale di THC superiore a quella attuale, è tuttora oggetto di discussione. Non è possibile predire se possa avvenire tale legalizzazione in tempistiche brevi. In Germania, la legalizzazione di THC in quantità più elevate avverrà presumibilmente nel 2024. Vista la considerevole influenza che questo Stato ha nella definizione di leggi Europee, è possibile che altri paesi membri seguano successivamente le sue impronte. 

Il CBD risulta nel test antidroga? 

Il CBD è una sostanza completamente legale, e per questa ragione non vi è motivo di indagare sulla presenza di tale principio attivo nel sangue o nelle urine. Non è quindi motivo di preoccupazione assumere CBD nel caso in cui ci si sottoponga a test antidroga.

17 febbraio 2023 — Jennifer Arand